passengers - alternative visuali
Postato il 14.04.10 da Nicola Angrisano @ 22:40

- Passengers - from AlternativeVisuali on Vimeo.

insu^tv vi propone un’inchiesta degli attivisti napoletani di Alternative Visuali che svela come gli autobus delle linee M1N, M1NB, M1NC, che partono da Mondragone attraversando la statale domitiana nei comuni di Castelvolturno e Licola, giungendo a Napoli non effettuano le fermate quando ad attenderli ci sono solo migranti.
Le comunità di africani infatti vivono principalmente in quelle zone, e migliaia di migranti ogni giorno dalle 05:00 alle 09:00 prendono l’autobus per recarsi al lavoro a Napoli.
Il video mostra come alcuni autisti, pur avendo posti vuoti a bordo, non si fermano a caricare passeggeri quando si accorgono che alle fermate lungo il tragitto ci sono solo migranti.


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“Assalto al Cielo”… Terzo incontro mercoledi 31 marzo
Postato il 28.03.10 da Nicola Angrisano @ 23:27

assalto_mail1.jpg

Mercoledi 31 marzo ore 18.00
presso la sede dell’Associazione HDE - piazzetta Nilo n.7 - piano terra nel cortile
(50 mt da piazza S. Domenico - Napoli)

Tema:
Coproduzione di contenuti video e organizzazione del Desk per un network comunitario e non commerciale. Meccanismi di partecipazione dal basso. Proposte e idee

Qui trovate i Report, la Registrazione video e le Foto dell’Assemblea del 6 marzo alla sala Gemito:
http://www.insutv.it/blog/2010/03/16/video-incontro-assalto-al-cielo-prima-parte/

Appunti operativi dopo il 19 marzo:
Il primo incontro sulla sotenibilità del progetto Assalto al Cielo dopo la riunione generale del 6 marzo ha visto ancora la partecipazione di molte decine di persone e situazioni. La discussione è stata vivace e questi appunti non ne vogliono rappresentare un report esaustivo, ma concentrare l’attenzione sui profili più immediatamente operativi. Anzitutto si è definito di mettersi all’opera per formalizzare la richiesta di una frequenza comunitaria al ministero delle telecomunicazioni tramite un’associazione di scopo che coinvolga i differenti soggetti interessati dal progetto e per questo stiamo coinvolgendo il CONNA, più qualche avvocato ed esperto. Abbiamo verificato che in realtà varie frequenze comunitarie sono state assegnate negli anni (ad esempio alla chiesa, come pure ad altri privati…) ma con meccanismi, abusi e speculazioni che nulla hanno a che spartire col termine “comunitario”. Quindi probabilmente su questo bisognerà fare anche una battaglia politica oltre che presentare l’istanza.
Sul terreno più operativo la proposta è quella di utilizzare una piattaforma per il finanziamento sul modello di Produzioni dal Basso, che permette di impegnare anticipatamente tramite il Web quote di sostegno al progetto. Con due fondamentali vantaggi in termini di credibilità: la trasparenza del processo di auto-finanziamento e il fatto che le quote sono poi effettivamente versate solo al momento dello Start-Up del progetto stesso (presumibilmente all’inizio del prossimo autunno). In merito alla partenza della piattaforma che ipotizzavamo seguire al prossimo incontro sulla “sostenibilità” (forse nell’ultima settimana di aprile), c’è un lavoro fondamentale e preliminare da svolgere: la mappatura dei soggetti, associazioni, realtà di base, movimenti, che sono interessati al progetto Assalto al Cielo. Una mappatura cui InsuTv sta lavorando, ma cui ha sollecitato la cooperazione di tutti i singoli e le realtà presenti all’assemblea. E’ così emersa la necessità di disporre di una scheda-progetto di presentazione di “Assalto al Cielo”, che riassuma la proposta per come si è venuta formulando fino a oggi, nei suoi obiettivi di fondo, nei suoi meccanismi organizzativi, nei dispositivi di funzionamento e di finanziamento. Puntiamo a redigere la scheda-progetto a ridosso dell’incontro del 31 marzo in modo da definire uno strumento utile per tutti quelli che vogliono dare una mano.
Si è anche discusso del terzo canale di finanziamento possibile (oltre alle quote individuali e ai contributi collettivi) quello di lavori di comunicazione per forme di economia solidale compatibili con Assalto al Cielo, ragionando dei paletti di questa definizione e dei linguaggi eventualmente da utilizzare nella comunicazione video per non incappare nel feticismo del linguaggio pubblicitario. Un ragionamento ancora aperto.
Gli altri spunti emersi coinvolgono invece apertamente la co-produzione di contenuti e l’incontro di mercoledi 31 marzo. Come l’attenzione alla territorialità, all’informazione sui beni comuni e alle memorie locali. E soprattutto i modelli possibili di funzionamento di un Desk del canale. In particolare in relazione ai meccanismi di partecipazione dal basso, al sostegno alla crescita di redazioni territoriali diffuse, all’attivazione e all’incoraggiamento delle sinergie di coproduzione e altresì per la copertura informativa e il coinvolgimento di quei soggetti che vogliono contribuire al progetto senza però assumersi un ruolo diretto nella produzione di contenuti video. Altra questione è in che modo la visibilità di singoli progetti comunicativi che attraversano il canale possa convivere con quella collettiva del progetto.
Si è discusso di un palinsesto in cui a un segmento informativo e comunicativo che abbia uno standard qualitativo già adeguato, ci possano essere spazi destinati alla crescita di circuiti di autoproduzione video nascenti (e quindi magari un pò piu rudimentali) in un rapporto di chiarezza con chi guarda il canale.
Infine si è ricordato che nei costi di emissione della tv entrerebbe facilmente un secondo canale audio che potrebbe diventare un canale radio su cui riversare un palinsesto composto dalle esperienze di base esistenti a Napoli.

Incontro promosso da InsuTv


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Assalto al Cielo continua….prossimo appuntamento
Postato il 16.03.10 da Nicola Angrisano @ 17:56

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VENERDì 19 MARZO ORE 18 AULE MURA GRECHE - PALAZZO CORIGLIANO - UNIVERSITA’ ORIENTALE - PIAZZA SAN DOMENICO MAGGIORE - NAPOLI

TEMA:
COSTRUZIONE DEL NETWORK E SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DEL PROGETTO

Qui trovate il Report, la Registrazione Video e le Foto dell’assemblea del 6 marzo alla Sala Gemito


L’Assalto al Cielo continua…

Appunti operativi dopo il 6 marzo:
La partecipazione, per qualità e quantità, all’Assemblea Assalto al Cielo, nella sala Gemito, è stata per tutti noi un riscontro importante sulla credibilità del progetto e sulla possibilità di creare tutti insieme un canale televisivo comunitario e non commerciale che dia voce alle culture alternative di questa regione, alle istanze ambientaliste e antirazziste, alle esperienze di democrazia dal basso, ai movimenti sociali.

In linea con gli spunti e le opinioni emerse nell’assemblea, il percorso esplorativo sulla realizzabilità del progetto prosegue quindi a tappe abbastanza ravvicinate per le quali chiediamo a tutti e tutte di rendersi protagonisti. Infatti, come abbiamo sottolineato già in sala Gemito, pur assumendoci la responsabilità della proposta, di un primo studio di fattibilità e del nostro contributo per le autoproduzioni video, siamo convinti della nostra non-autosufficenza e riteniamo che il progetto di un canale comunitario sul digitale terrestre o diventa un progetto realmente collettivo o non sarà.
Creare una rete di scopo in questa direzione significa avviare una sperimentazione, del tutto nuova in Italia, che punta a risolvere contestualmente diversi problemi:

- costruire e ampliare una comunità di ascolto e di utilizzo sociale, culturale e politico del canale rispetto alle sue finalità dichiarate

- definire un circuito di produzione partecipata del flusso di immagini e di informazione

- garantire la sostenibilità economica.

Abbiamo ipotizzato per questo percorso di esplorazione e costruzione collettiva, un tempo flessibile di due-tre mesi prima di tirare le somme e avviare o meno il progetto.

Degli elementi condivisi nella discussione ci sembra utile sottolineare i seguenti in vista dei prossimi incontri:

1) Rivendicazione pubblica del diritto di accesso alla comunicazione:

Riteniamo sia importante formalizzare in tempi rapidi una richiesta al ministero delle telecomunicazioni di tutte le associazioni, realtà e comitati interessati per avere assegnata una delle frequenze ancora libere in regione Campania. Al fine di realizzare un canale comunitario e no-profit per la comunicazione sociale e non commerciale. Stiamo coinvolgendo degli avvocati per scrivere il testo di questa richiesta basandolo su una direttiva europea e alcuni esempi internazionali. Un passaggio che non aspira ad avere una risposta positiva nell’immediato (non c’è ovviamente la legislazione applicativa in italia in questa direzione) ma esplicita una rivendicazione ed è comunque un punto di riferimento per battaglie più concrete in futuro. Questa iniziativa va presa contestualmente all’esperienza di realizzazione del canale per vie autonome. Formalizzare questa richiesta ci aiuterà contemporaneamente a identificare chiaramente un primo nucleo di realtà e singoli davvero coinvolti nel progetto. Tutti i soggetti interessati possono inviare una mail con i loro riferimenti a info@insutv.it

2) Sostenibilità economica del progetto:

Come abbiamo visto dalla nostra attività esplorativa, al momento il fitto di una frequenza che copre l’area metropolitana di Napoli e metà di quella di Caserta (attraverso i punti di trasmissione del Faito e dei Camaldoli) costa intorno ai 25/30.000 euro l’anno. Possiamo stimare quindi in circa 80/100.000 euro annui i costi complessivi di realizzazione del canale. In questa cifra sono grossolanamente inclusi i costi necessari a garantire con continuità almeno la produzione del flusso informativo (e non solo) all’interno dei palinsesti attraverso la creazione di un Desk. E’ bene sottolineare che si tratta di una cifra molto più bassa rispetto a quelle su cui si poteva ragionare fino a un anno fa.

Le strade principali per recuperare queste somme mantenendo il principio di autonomia e indipendenza, sono essenzialmente quattro:

- sottoscrizioni di singoli cittadini che partecipano al progetto (anche in forma di azionariato popolare);
- sostegno più consistente da parte di realtà di base già strutturare, come comitati civici, sindacati, associazioni, movimenti;
- realizzazione di iniziative di finanziamento e di presentazione
- attività di servizio, in termini di comunicazione video, verso forme di economia solidale che si ritengono compatibili con gli obiettivi del progetto.

Su queste strade è fondamentale che tutti i soggetti interessati facciano a loro volta, come noi, un iniziale lavoro esplorativo prima dell’incontro che si terrà venerdi 19 marzo alle ore 18.00 presso l’Università Orientale in piazza san Domenico (Napoli)

Per quanto riguarda l’accesso trasparente alle risorse pubbliche, sollevato giustamente da alcuni convitati, possiamo dire che è importante, ma al momento il problema non è di attualità, perchè esse sono destinate solo a esperienze già esistenti.
Stiamo valutando, dopo l’incontro del 19 marzo, di aprire una pagina web che permetta interattivamente di verificare e partecipare con trasparenza al processo di sostenibilità economica del canale.

3) Produzione dei contenuti e meccanismi di partecipazione dal basso:

All’incontro su questi punti, che si terrà fra tre settimane, InsuTv porterà una sua proposta di un format televisivo di circa un’ora, ma ci aspettiamo che molti condividano cooperazione, idee e progetti, o anche flussi comunicativi in cui sono già attivi (pensiamo alle web-tv, a chi organizza festival e proiezioni che non hanno troppi vincoli sul diritto d’autore, alle piccole agenzie di video-news ecc), così come immaginiamo di creare un contenitore di materiali che potrebbe depositarsi sul web (e interagire con un altro progetto di creare un canale di condivisione web-tv con altri soggetti in Italia e in Europa).
Riteniamo importante ipotizzare una serie di riferimenti territoriali e gruppi di affinità contenutistica che potrebbero diventare progressivamente redazioni decentrate, con un percorso di auto-formazione, se necessario, sostenuto da InsuTv e da quant’altri vogliono dare una mano. Questo garantirebbe una serie di sensori sul territorio e un percorso di internità a soggetti sociali vari (migranti, comitati di quartiere, realtà lavorative, associazioni, centri sociali) attraverso la formazione di base di alcuni tra essi.
Invece chi già oggi organizza eventi artistici (dal teatro alle realizzazioni musicali) ed è interessato al progetto, potrebbe interagire in maniera immediata e continuativa con la produzione di immagini del canale, tramite la trasmissione delle sue attività più idonee al mezzo televisivo. Occorrerà infine progettare un portale che faciliti questo meccanismo di interazione e di partecipazione, magari integrandolo con altri webspace dei media indipendenti che già esistono.
L’accesso a un canale digitale terrestre garantisce inoltre la possibilità di trasmettere contenuti su diversi media: praticamente allo stesso costo è infatti possibile creare un canale radio digitale, ascoltabile via decoder,che potrebbe rimandare flussi informativi rimandando delle radio indipendenti già esistenti.
Su tutti questi spunti stiamo effettuando un lavoro di contatto e di prefigurazione, ma invitiamo tutti a fare altrettanto in vista del primo resoconto collettivo su questo punto che sarà il 30 marzo.

Ricordiamo a tutti e tutte il prossimo appuntamento sulla sostenibilità economica del progetto:

Venerdi 19 marzo ore 18.00 - Aula Mura Greche - Università Orientale di napoli - piazza San Domenico


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Video e Report incontro “assalto al cielo”
Postato il 16.03.10 da Nicola Angrisano @ 17:19

Ecco la registrazione dell’incontro che si è tenuto sabato 6 marzo 2010 in sala gemito a napoli, per la costruzione di un nuovo canale televisivo comunitario e no-profit su piattaforma digitale terrestre.
Seguire questo convegno, per quelli che non c’erano, è un modo per salire su un treno che ormai sta partendo!! non perdetelo!
Qui potete leggere il Report dell’assemblea - Le Foto

Video Assemblea prima parte:

Video Assemblea seconda parte:

Video Assemblea terza parte:

Interviste a margine dell’Assemblea:


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Assalto al Cielo Digitale
Postato il 21.02.10 da Nicola Angrisano @ 21:05

beni comuni | democrazia partecipata | diritti | comunicazione

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confronto pubblico
verso la costruzione dal basso di un canale comunitario
e no-profit sul digitale terrestre in Campania

sabato 6 marzo 2010 ore 16:00
Sala Gemito, Galleria Principe di Napoli

con il contributo di:
Nicola Angrisano insu^tv
Romolo Sticchi RAI3
Manolo Luppichini media activist
Mario Albanesi presidente CONNA
Maurizio Torti popolare tv milano

Per continuare a dare voce ai bisogni sociali e alla difesa dei beni comuni sul territorio, Insu^Tv vuole aprire un confronto, con tutti i soggetti interessati, per la creazione di un canale televisivo a “bassa soglia di accessibilità”, indipendente, comunitario e no-profit, nell’emittenza del digitale terrestre campano.

I processi di riappropriazione di bisogni e diritti sociali, così come la difesa dei beni comuni, sono sempre più minacciati nella conservazione di uno spazio pubblico nel quale sviluppare ed esprimere forme di democrazia partecipata. Contemporaneamente, la crisi della democrazia rappresentativa e il monopolio della comunicazione mainstream, nonché dei meccanismi di aggregazione del consenso e culturali in genere, va affrontata anche sul fronte della produzione di informazione indipendente e della rivendicazione di un ruolo attivo nei flussi massmediatici.
Grazie alle nuove piattaforme tecnologiche, oggi è possibile sviluppare forme di comunicazione dal basso per produrre e diffondere contenuti in maniera diretta e indipendente; tuttavia, se da un lato “Make your Media” ha consentito di realizzare potenzialità espressive un tempo inimmaginabili, dall’altro ha finito per essere quasi interamente assorbito da un certo numero di piattaforme egemoni, quali Youtube o facebook, consegnando così questo incalcolabile patrimonio di conoscenza e relazioni nelle mani di grandi holding commerciali.
InsuTv è un’esperienza di comunicazione dal basso nata a Napoli nel 2003, per rappresentare una voce alternativa nella narrazione del nostro territorio, nella difesa di diritti in materia di salute, ambiente, lavoro e saperi, nella lotta al razzismo e alla discriminazione.
La scelta della trasmissione televisiva consentiva un accesso a “bassa soglia”, in una città dove il “digital divide” rappresenta ancora un serio limite alla fruizione della comunicazione. L’integrazione con il lavoro territoriale e con altre piattaforme tecnologiche cercava di rimediare al carattere monodirezionale del mezzo televisivo.
Una navigazione a vista, pirata e no-profit, che non è stata avara di difficoltà. Tuttavia una serie di compagni di strada e di esperienze, dal tg migranti a domenicaut, dalla video-narrazione dell’Onda studentesca al “Tempo delle arance” sul pogrom razzista di Rosarno, ci hanno confermato il senso di questa scommessa.
Grazie al lavoro di inchiesta e video-narrazione, abbiamo conosciuto e condiviso percorsi di molte realtà territoriali impegnate nella comunicazione indipendente. In particolare, l’auto-produzione del documentario “Una Montagna di Balle”, sulla cosiddetta “emergenza rifiuti” campana, ci ha mostrato tutte le potenzialità del processo di produzione collettiva e dal basso di contenuti, poiché in ogni sua fase si è cercato di interpretare il bisogno dei tanti comitati e cittadini di condividere e diffondere una narrazione alternativa di quella che è stata la lotta contro la devastazione ambientale e l’esproprio di democrazia perpetrato per anni in Campania.
Nello scorso autunno, il passaggio in Campania al digitale terrestre, a fronte della moltiplicazione dei canali televisivi disponibili, si presenta come una replica degli stessi processi della trasmissione analogica, confermando gli oligopoli di sempre, anche sul piano locale. Chi prima aveva un canale, oggi se ne ritrova almeno quattro, senza per questo ampliare l’offerta contenutistica in palinsesto, né il bacino di utenza. Alla luce di questo, continuare la nostra esperienza pirata ci sembra oggi marginale, poiché in gioco vi è l’accesso libero e condiviso alla piattaforma digitale.
Nel tentativo di rispondere in maniera più solida al bisogno diffuso di libertà di espressione e di informazione e di dare voce alle fasce sociali meno ascoltate – se non messe a tacere – dal media mainstream, ci sembra giunto il momento per avviare un confronto volto alla realizzazione di un canale civico e comunitario regionale, un progetto di broadcasting sostenibile, in grado di diffondere contenuti a bassa soglia di accessibilità e valorizzare le potenzialità espresse dallo scenario video-comunicativo locale.
Naturalmente, costruire dal basso un canale comunitario e no-profit è un percorso complesso sul piano dell’autofinanziamento, su quello editoriale, contenutistico e sociale, nonché nel coinvolgimento delle comunità territoriali.
Una prospettiva rispetto alla quale non abbiamo nessuna presunzione di autosufficenza. Siamo tuttavia certi di poter contribuire in maniera fattiva e di poter stimolare un dibattito costruttivo con tutti gli interlocutori interessati ad un progetto di comunicazione slegato dai meccanismi propagandistici dei poteri forti.
Invitiamo perciò tutti coloro che in qualsiasi modo sentono di poter essere “protagonisti attivi della loro narrazione”, comitati civici, movimenti, associazioni, operatori dell’informazione, piccoli editori e singoli cittadini, a prendere parte ad un confronto pubblico su questi temi sabato 6 marzo dalle ore 16.00 alle ore 20.00 presso la Sala Gemito di Napoli.

Incontro promosso da InsuTv

per informazioni
email: info@insutv.it
webspace: www.insutv.it


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